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Made in Italy agricolo in un circolo virtuoso

Dal quotidiano Avvenire. Articolo di Antonio Degl’Innocenti.

L’agricoltura ed il biologico come strumento di economia di comunione per portare nel mondo il buono ed il meglio del made in Italy. È questa la ricetta di Giorgio Balduzzi, imprenditore e fondatore di un’azienda che opera nella vendita e produzione di prodotti agroalimentari e vinicoli. Oggi la sua realtà lavora in tutto il mondo grazie ad una strategia imprenditoriale efficace e condivisa con un team di collaboratori e non solo. Il progetto nacque, infatti, dall’esigenza di alcuni imprenditori di aziende agro-alimentari di creare una linea di prodotti a “marchio unico” che dia visibilità e promuova un nuovo stile di vita e di agire economico. “La peculiarità del nostro progetto – sottolinea Giorgio – consiste nella volontà di superare i possibili rapporti di concorrenza reciproca, mettendo invece le potenzialità e le esperienze di ciascuna realtà al servizio del bene comune dove, con bene comune, intendiamo sia lo spirito di aggregazione fra i soci, sia il rapporto con i clienti. Le esperienze e i frutti di tutto ciò sono i più variegati. Vi faccio un esempio: un negozio di prodotti agro-alimentari che vende i nostri prodotti, ha sentito l’esigenza di dover entrare a far parte di questa sorta di circolo virtuoso, senza necessariamente conoscere l’Economia di Comunione, ma solo per aver sperimentato il rapporto con noi”. È la reciprocità a fare da volano all’idea di Giorgio che si colloca a perfezione nel mondo dell’economia di comunione. Un continuo venirsi incontro tra produttori, fornitori e clienti che ha creato, nel tempo, una collaborazione consolidata e sempre in espansione. “Alcuni fornitori – prosegue – che non conoscevano la nostra realtà, con i quali abbiamo iniziato un rapporto prettamente commerciale, adesso ci chiedono di fare il percorso formativo di questa nuova cultura economica: questa è la nostra esperienza che nasce dalla collaborazione e dall’impegno di persone che vogliono promuovere, oltre a un’agricoltura per l’uomo, anche una nuova economia”. Oggi l’azienda, diretta da Giorgio, vanta un paniere di oltre 200 prodotti ed un brand in continua espansione. “L’obiettivo di andare controcorrente, vale a dire di lottare contro un sistema fondato sullo sfruttamento cieco, è più una conseguenza che un fine a priori. Sono i valori-guida ad averci indotto a scostarci da questa direttrice e a cercare vie nuove di conduzione aziendale. – ha concluso Giorgio – Non ci aspettiamo nulla dagli altri, ma cerchiamo di essere promotori di una proposta che sicuramente da più importanza al bene della persona e relazionale rispetto all’interesse immediato.”

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